PADRE ATANASIO FAVINI

IMMAGINE AUTORITRATTA  DI ATANASIO FAVINI

PADRE ATANASIO FAVINI DA CORIANO
UN PITTORE COL CORDONE

Parlare di Atanasio Favini illustre corianese, non è cosa alquanto semplice; poche e frammentarie sono le biografie su questo straordinario personaggio, considerato da diversi critici d'arte un valente pittore, della Scuola settecentesca riminese. I suoi genitori Cristoforo Favini e Caterina Patrignani appartenevano sicuramente a quella schiera di agricoltori, di cui la nostra Romagna è sempre stata ricca ed orgogliosa, famiglia umile, caritatevole e piena di amore cristiano.
Quando il 27 luglio o forse il 31 del 1749 Francesco Antonio nacque a Coriano, lo spirito educativo dei genitori, lo ha sicuramente accompagnato fino alla sua precoce entrata nel Convento delle Grazie di Covignano di Rimini, dove studiò con meticoloso impegno, dimostrando una spiccata intelligenza, indossando l'abito dei Frati Minori Francescani con Voti solenni a soli 17 anni, assumendo il nome di Padre Atanasio di Sant'Antonio da Coriano.


INTERNO DELLA CHIESA DI SANTA CROCE  DI MACERATA

Ben presto, il giovane francescano, dimostrò oltre al sapere di umanistica e teologia, una incomparabile bravura e predisposizione nel disegnare immagini sacre, nonché un originale amalgamazione armoniosa dei colori, da far sì, che il suo nome risuonasse in seguito, fra le mura dei più noti Conventi e le migliori casate dell'Italia centrale.
Le sue capacità artistiche, apprezzate anche  dal suo maestro e confratello padre Ireneo Affò,  arrivarono ben presto anche in Roma, dove il Ministro Generale dell'Ordine Padre Pasquale da Varese, riavuto dopo la soppressione napoleonica il Convento annesso alla Basilica di Aracoeli, sul colle del Campidoglio, lo invitò assieme ad altri ingegnosi frati, per lo svolgimento di alcuni restauri.
In Roma, il nostro Favini, poté illuminarsi dei molteplici stili pittorici di altri artisti
e farne un prezioso bagaglio artistico.

 
BEATO SANTE BATTEZZANTE - CHIESA FRATI MINORI DI MOMBAROCCIO - PU

La sua vita, ricca di serenità francescana, non tardò a riempirsi totalmente di un profondo entusiasmo per la pittura, questo amore pittorico lo portò a continui spostamenti, in particolare, dove vi fosse bisogno di restauri pittorici o ancora, per il bisogno di dipingere nuove raffigurazioni sacre in chiese di nuova costruzione.
Nel 1803 lo troviamo nella città di Macerata, una città a lui molto cara, nel Convento di Santa Croce, per il restauro dell'interno della annessa chiesa, distrutta da un violento incendio. La prima tela che lo inserisce tra i migliori pittori della Scuola Riminese settecentesca, la presenta a Tolentino, nella chiesa francescana, con il titolo "Il Perdono d'Assisi" questa tela, la più viva e la più lucente nei colori, farà dire al Favini alcuni anni dopo, di non aver mai superato tale bellezza, le figure di questa tela viste a distanza sembrano sculture, l'artista, dimostrò nella creazione di tale opera, un minuzioso ed accurato studio delle opere del Tiziano, del Vasari e del Raffaello
.

   Sebbene quale romagnolo, fosse entrato nella provincia francescana dell'Emilia-Romagna, causa i suoi molteplici impegni nelle Marche e nel Lazio, decise di aggregarsi alla provincia francescana delle Marche, stabilendosi nel Convento di Santa Croce di Macerata, trascorrendo gli ultimi quarant'anni della sua longeva vita, creando una vera scuola pittorica piena di allievi e dove morì cieco il 4 novembre 1843, alla veneranda età di 94 anni, lasciandoci oltre 900 opere fra tele, dipinti murali e disegni sparsi in ogni dove, persino in Russia.


SAN GIACOMO DELLA MARCA - SANTUARIO DI SAN GIACOMO MONTEPRANDONE AP

Per le chiese, tra le opere più note troviamo: la porticina del Tabernacolo della chiesa della Santissima Annunziata di Bologna, un trionfante "Redentore Risorto"; la meditativa "Santa Caterina" che si trova nella chiesa di Ragusi; il "San Pasquale" dipinto nell'atto di ricevere la comunione per mano di un Angelo, situato in Santa Croce di Macerata; la radiante e dolce "Beata Vergine" locata in San Elpidio a Mare; il trascendentale "San Francesco Sveniente"  dipinto per Santa Croce di Macerata; la tela ovale del "Beato Giovanni Buralli" benedetta in Duomo a Parma nel giugno del 1778, giorno della canonizzazione del omonimo Beato e locata nella sagrestia della Santissima Annunziata di Parma; il dipinto suadente della "Santa Margherita da Cortona" estasiata  a causa dell'apparizione di Gesù Cristo e sorretta da due Angeli, mentre un terzo è raffigurato allibito, dipinto situato nel Convento di Santo Spirito di Ferrara; per la chiesa dei confratelli di Monbaroccio dipinse il "Beato Sante" ed il "San Francesco Solano" nell'atto di amministrare il battesimo agli Indi e poi ancora, dipinse tele per le chiese di: Pesaro, Rimini, Falconara, Fermo, Ascoli Piceno, San Giusto, Montepradone, Forlì e Saludecio dove è locata la tela del "San Biagio" sita sull'Altare Maggiore della Parrocchiale.

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VERGINE CON IL BAMBINO CHIESA DI SAN GIOVANNI PESARO

Ancora troviamo affreschi di saloni in diversi ed importanti palazzi signorili: quello della Prefettura di Macerata, effettuati per ordine napoleonico; gli affreschi del palazzo di Casa Fede di Tolentino; il profano "Coriolano" per il palazzo del marchese Costa di Macerata; la faraonica tela del "San Pietro e Paolo" dipinta per la sala d'Inverno degli Zar e situata nella Reggia di San Pietroburgo in Russia.

 Ma il frate corianese, sebbene colmo di impegni artistici, non tralasciò di continuare a migliorarsi nelle discipline umanistiche e teologiche, merito che gli fece ottenere cariche di responsabilità all'interno delle istituzioni francescane. Rispettoso della regola, disponibile nei confronti dei confratelli , mantenne sempre coerente il suo amore per l'arte pittorica con la sua vita sacerdotale e francescana e sicuramente, intrattenne  rispettosi contatti con i due confratelli corianesi: Padre Gaudenzi Patrignani, forse parente da parte di madre, uomo di grande intelligenza, ebbe nell'Ordine francescano la grande carica di Ministro Generale dell'Ordine Francescano Minoritario (1814-1817) e fu, sebbene per soli pochi mesi vescovo di Ferentino presso Frosinone, sino alla morte e con Padre Paolo Antonio Cianci, prima delegato (1815) quindi Ministro Provinciale dell'Ordine, della provincia emiliano-romagnola.

 
PADRE ATANASIO FAVINI DA CORIANO

Gli ultimi suoi giorni di vita terrena, dimostrarono una parvenza di santità; a detta dei presenti, la sua cella e la chiesa di Santa Croce di Macerata, durante le sue esequie, furono invase da un soave e misterioso odore gradevole ed il suo corpo mantenne sembianze di dormiente.
Nelle sue opere, la pittura trova quello spirito di serenità e di umiltà che si sprigiona attraverso la semplicità delle figure, incoraggiate da un tenue e raramente vivo colore, dando alle immagini quel senso di misticismo, tanto caro ai credenti dell'epoca. Tra i suoi illustri allievi si ricordano: Battista Viscardi, Giuseppe Mancini e Filippo Spada.
La sua salma riposa nella chiesa di Santa Croce di Macerata, attendendo un degno ritorno al suo paese natio, mentre la sua arte,  attende un giusto
riconoscimento, almeno nel suo paese e nella sua provincia riminese.

 (da Storie e Racconti Locali di Marzio Cavallucci - 1991)  

 


MACERATA - CHIESA DI SANTA CROCE
CONTENENTE IL CORPO MORTALE DI
PADRE ATANASIO FAVINI

 
 
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