MADRE CLELIA GENGHINI

RICORDINO FUNEBRE DI MADRE CLELIA GENGHINI
STAMPATO DALLA CONGREGAZIONE F.M.A.  IL 31.01.1956

MADRE CLELIA GENGHINI
UNA INTREPIDA CORIANESE

LA VOCAZIONE - «Professione religiosa. Accetto o Signore,.......». Sono queste le parole pronunciate dal suo labbro e dal suo cuore il 30 luglio 1893 da Suor Clelia Genghini in quel di Nizza Monferrato, nel vestire l'abito delle Suore di Maria Ausiliatrice. Il suo spirito vocazionale era predisposto a questo destino fin dai primi anni di vita, grazie alla grande fede che regnava nella sua famiglia e all'insegnamento costante delle vicine Maestre Pie dell'Addolorata, che a Coriano incominciavano ad organizzarsi sempre più in una grande Famiglia Religiosa.
Sono trascorsi ben 125 anni dalla nascita di questa straordinaria figura, nata il 9 giugno del 1872 a Coriano, a soli pochi passi dalla Casa Madre delle Maestre Pie dell'Addolorata, dove ancora per altri sette anni, operava tenacemente come Superiora Generale Elisabetta Renzi, aiutata dalla nipote Giuseppina Renzi. Queste due figure, avranno in seguito un peso determinante nella crescita della nostra Clelia, che fin da da piccola  era abituata a frequentare di questo Istituto, sia la chiesetta per le regolari funzioni, sia l'oratorio per i momenti ricreativi.


I GENITORI DI CLELIA


La madre, Teresina Cagnoli, originaria di Montescudo, poco distante da Coriano, ha da subito insegnato alla piccolissima Clelia le semplici devozioni cristiane, che in famiglia erano giornaliere, facendo sì che crescendo si innamorasse in misura incalcolabile alla Modonna del Popolo, piccola immagine venerata nella chiesetta delle Maestre Pie, ed al Santissimo Crocifisso venerato nella chiesa parrocchiale.
Da buon fornaio il padre Guglielmo, nativo di Coriano, ben volentieri si faceva accompagnare dalla figlioletta nelle varie consegne del pane alle povere suore, che all'epoca trascorrevano veramente momenti difficoltosi, sebbene non fossero dimenticate dai corianesi e
dalla Divina Provvidenza.
Clelia crebbe in una famiglia pia, timorosa di Dio e confidante nella Madonna, con due zii sacerdoti che non mancavano di consigliarla adeguatamente, non nascondendo di vederla un giorno donata al Signore. Ma sebbene la sua crescita fosse ricca di spiritualità, di salute era alquanto cagionevole; a soli due anni una grave malattia sembrava strapparla alla vita, costringendo la madre a richiedere all'allora Vescovo di Rimini, presente in Coriano per nuove vestizioni religiose delle Maestre Pie, la Santa Cresima che le venne urgentemente concessa e con vero entusiasmo Madre Giuseppina Renzi si offrì quale madrina.

 

Scampato per grazia il pericolo della morte, Clelia stringeva sempre più il suo legame con le Maestre Pie e con la miracolosa immagine della Madonna del Popolo, ancora oggi venerata dalla popolazione corianese,  considerando come seconda madre la sua madrina cresimale Giuseppina Renzi, sempre presente nei momenti importanti anche con piccoli doni, come il libretto di preghiere regalatole in occasione della sua prima comunione.
L'adolescenza passava anche con tristi momenti: situazione economica familiare terribile, la morte della madre, il distacco dai due fratelli maggiori partiti per Torino a frequentare il collegio fondato da Don Bosco, che proprio in quei giorni era a Rimini e così via...
. Queste prove la portavano sempre più vicino all'altare, ricevendone grandi conforti, tanto da incominciare a pensare con serietà alla vita religiosa.
A dodici anni Clelia viene inviata dallo zio Don Giovanni, parroco di Meleto, che si preoccupa da subito della sua educazione e consigliatosi con Madre Giuseppina Renzi, decide di inviare la giovinetta presso il collegio di San Luigi di Rimini, aperto nel 1876 dalle Maestre Pie. L'ambiente fu da subito di suo pieno gradimento, le cordiali collegiali, le dolci maestre, l'aiutarono a superare i suoi nostalgici ricordi verso il piccolo paese natio.

Intanto la buona Madre Giuseppina Renzi, chiaramente comprendeva la crescente vocazione che sempre più si manifestava nell'animo di Clelia e ottenuta la patente di maestra, di comune accordo, concordarono il suo invio come insegnante nella nuova Casa di Montefiore Conca, sperando che la vita comunitaria le desse il coraggio necessario per la scelta vocazionale. Qui, in occasione di una visita della Madre Giuseppina, Clelia ebbe un forte colloquio con lei, con lo scopo di  verificare la possibilità di entrare nelle Maestre Pie. Clelia, seppur riconoscente verso le Maestre Pie, non vedeva ancora chiaro nel suo futuro e ritornò dallo zio Don Francesco, passando le sue giornate pregando fortemente perché fosse fatta luce nel suo cuore.

   
IBEATA ELISABETTA RENZI

Ma lo zio che conosceva chiaramente l'intimo della nipote e che nel frattempo aveva avuto modo di conoscere le Suore di Maria Ausiliatrice, fondate da Madre Maria Domenica Mazzarello, con ferma determinazione le indicò la strada della sua vita, inviandola presso la Pia Casa del noviziato di Nizza Monferrato, chiaramente solo dopo aver salutato ed avuto conforto da Madre Giuseppina, alquanto desolata da tale improvvisa ed inaspettata decisione.

 

EDUCATRICE - Ormai è fatta, Clelia è suora di Maria Ausiliatrice e il suo destino è legato a questa Congregazione, che proprio in quel periodo stava diffondendosi in maniera inverosimile. I suoi primi incarichi in seno all'Istituto furono: a Casale Monferrato come maestra; a Conegliano Veneto come Direttrice; quindi Visitatrice delle case del Veneto e dell'Emilia prima e della Spagna poi.
Nel 1905 Madre Clelia iniziando la sua esperienza spagnola, in una lettera di circa un anno dopo, evidenzia la povertà di questa terra e la sua incondizionata volontà di operatrice
«Ci sto volentierissimamente, perché qua ho trovato Gesù sulla paglia,.....» 
Nella casa di Barcellona ella ha anche l'incarico di maestra delle novizie, dimostrando pazienza ed esemplarità nell'insegnamento, seppur si considerasse inesperta per tale incarico.

L'amore per la Spagna crebbe giorno dopo giorno, tanto da vederla in continuo spostamento da casa in casa, accompagnando suore per nuove fondazioni o intervenendo a sollevare disastrose condizioni economiche, questo con grande capacità e buon senso.
Nel frattempo nel 1907, la sua buona madrina Giuseppina Renzi era volata dal suo amato Sposo e forse nessuno si sarà preoccupato di comunicarlo a Madre Clelia, che comunque nei suoi scritti, descrive come edificanti gli incontri avvenuti con Giuseppina. 


 MADRE CLELIA GENGHINI

MISSIONARIA - Dopo alcuni anni e siamo nel 1908 è di ritorno in Italia, a Nizza Monferrato, nei luoghi della giovinezza, ma non per molto. Infatti, dopo un breve soggiorno a Roma per una udienza con papa Pio X, eccola imbarcarsi dal porto di Genova sulla nave "Sicilia" per il Brasile, dove visita tutte le case, quindi visita quelle dell'Uruguay e dell'Argentina. A Montevideo ebbe la gioia d'incontrare il fratello Don Zaccaria, proveniente dalla Patagonia, missionario salesiano. Don Zaccaria venne ordinato sacerdote nel 1895 seduto su una sedia, più morto che vivo, tanto da temere che non arrivasse alla conclusione della consacrazione, solo alcune settimane dopo la consacrazione, come miracolato, si alzò in piedi divenendo in seguito un laborioso missionario.
L'avventura di Madre Clelia in America Latina non era ancora giunta al suo apice; nel 1910 continua la sua visita alle case del Matto Grosso, risalendo non senza pericoli, il corso fluviale del Paranà fra fitte boscaglie con diversi cambi di barche e di piroghe, quindi, facendo ore su ore in dorso di mulo, giunse assieme ad altre consorelle, nella lontana Colonia del Sacro Cuore. 
La festa organizzata all'arrivo dalle consorelle
fu un vero tripudio, ma la sua vera gioia fu quella di assistere, dopo diverse domeniche di forzata impossibilità, alla Santa Messa in una povera chiesetta di canne e fango.


IL CAPITOLO DELLE F.M.A. CON MADRE CLELIA

I suoi viaggi si susseguirono ininterrottamente: Patagonia, Perù, Cile, Panama, Colombia, San Salvador, Messico qui correndo gravi pericoli a seguito di sommosse politiche, Stati Unit. Sempre serena e cantando il «Te Deum laudamus»,  per le spirituali esperienze che gli concedeva il Signore. A gioioso compimento delle sue visiti missionarie, ancora la benedizione di papa Pio X in una speciale udienza romana.

SEGRETARIA GENERALE -
Nel Capitolo Generale del 15 settembre 1913 le madri la designarono Segretaria Generale dell'Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice, riconfermandola fino alla morte. Scriverà nelle sue memorie « Una gabbia dorata......».  Il suo nuovo incarico non gli permetteva di muoversi più di tanto da Nizza Monferrato.
Essa lo svolse con la massima dedizione e con amore incondizionato verso la Chiesa e l'Istituto, scrivendo libri di preghiera e di
notizie sulle prime madri e su diverse consorelle, chiedendo conforto esclusivamente al Santo Tabernacolo, che a suo dire una sera le disse con chiara voce:
«Vivi il momento.... vivilo in amore! ». 
Parole più che confortanti.
In seguito fu incaricata di effettuare diverse visite in alcune case del Belgio, della Francia e della Spagna, quindi, un secondo viaggio in America Latina. Ma ormai diversi dolori la costringevano a forzati riposi; anche se per umiltà non richiedeva alcun aiuto a sollievo della sua sofferenza. 
Le consorelle si prodigarono nell'aiutarla amorevolmente, ma Clelia desiderava
non disturbare, invocando soltanto l'aiuto del l'Angelo Custode,
Clelia chiuse gli occhi terreni, quasi inaspettatamente, 
per riaprirli in cielo nelle prime ore del 31 gennaio 1956, festa del suo fondatore San Giovanni Bosco.

 

PROFUMO DI SANTITA' - Diversi sono stati gli interventi dal cielo a favore delle consorelle debitamente testimoniati e questi, fecero iniziare un popolare vociare di santità. In Coriano sono ancora diverse le porsone che, pur non avendola conosciuta, raccontano di una suora salesiana, eroina del suo Istituto. Ai suoi funerali parteciparono centinaia di persone: vescovi, sacerdoti, consorelle, suore di altri istituti, collegiali e popolo di ogni ceto. Al suo funerale partecipò anche il reverendo don Michele Bertozzi, parroco di Coriano, che la vide partire e mai più ritornare.
Auspichiamo che l'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, possa considerare con più energia, il lavoro sia  fisico che spirituale che Clelia ha donato alla sua amata Congregazione, attraverso studi sulla figura di Clelia, valutando anche l'eventualità di una considerazione diocesana.

 (da Storie e Racconti Locali di Marzio Cavallucci - 1997)

  

TORINO - CASA GENERALIZIA
DELLE SUORE DI MARIA AUSILIATRICE DOVE 
MADRE CLELIA GENGHINI
E' SANTAMENTE SPIRATA IL 31.01.1956

 

ALCUNI SCRITTI DI MADRE CLELIA GENGHINI

Se vuoi che il tuo Cielo eterno
sia il cuore di Maria,
fa che sin d'ora
Esso sia il tuo abituale ritrovo
con Gesù Eucaristico!


===O===

Essere fiaccola di fede
per chi mi avvicina..........
La vita e la morte per Dio
e per le anime.

===O===

Vivi il momento:
vivilo in amore.

 
 
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