SAN SEBASTIANO

 

CARTOLINA COMMEMORATIVA COMMISSIONATA 
DELLA PRO LOCO DI CORIANO IL 20.01.1986
SULLO SFONDO IL CENTRO STORICO DI CORIANO
(Lavoro artistico di Sandro Cevoli)

 

SAN SEBASTIANO
SAETTATO DALLA FEDE


LA VITA - La “Passio Sancti Sebastiani” scritta nel V secolo da un monaco forse di nome Arnomio ed un commento di San Gregorio (340-397) vescovo di Milano sono forse gli unici documenti validi, che ci raccontano la vita del giovane martire.  Il documento del monaco Arnomio sebbene in forma quasi romanzesca, narra che, Sebastiano guardia pretoriana di Diocleziano, svolgeva un’intensa attività caritativa verso i bisognosi, dando alta testimonianza della propria fede cristiana. 

A suo dire, Sebastiano sembra nato a Narbona in Francia, da madre milanese e da padre forse di origine greca, nobile funzionario romano in Gallia. La sua carriera nei pretoriani si dimostrò da subito, brillante e leale, tanto da entrare a far parte dei pretoriani personali di diversi imperatori, tra i quali Diocleziano e Massimiano. Questa sua prestigiosa posizione, gli permise maggiore libertà e più tolleranza nel manifestarsi cristiano, oltre a compiere opere caritatevoli: l'assistenza ai poveri ed ai carcerati e la sepoltura dei martiri.

La sua sempre più attiva manifestazione di fede, divenne fastidiosa e mal tollerata, in particolare dalle persone degli alti luoghi romani, in cui Sebastiano operava come pretoriano, tanto da far intervenire l’imperatore Diocleziano. Il primo intervento dell’imperatore fu di persuadere il giovane Sebastiano ad abiurare la nuova religione cristiana e ritornare al paganesimo, ma questo intervento imperiale, seppur ripetuto diverse volte, non fu accolto da Sebastiano che, sfidando lo stesso imperatore si proclamava apertamente cristiano e disposto ad accogliere qualsiasi martirio.

La condanna di Sebastiano, anche seguito delle sue determinate e continue testimonianze cristiane, fu inevitabile, tanto da essere saettato, proprio dai suoi compagni pretoriani e lasciato sul campo creduto morto. Raccolto da alcuni cristiani per essere sepolto, si scoprì che Sebastiano era miracolosamente vivo. Curato da questi, venne invitato a lasciare Roma onde evitare ulteriori patimenti, ma questo invito non venne accolto, anzi, lo intese come ulteriore stimolo nella testimonianza della fede in Cristo, per questa sua ulteriore audacia, venne martirizzato tramite flagellazione, intorno all’anno 304 e gettato nella cloaca del Palatino.

Seppur morto, la cronaca continua a raccontare che, Sebastiano apparve alla nobile patrizia Lucina, che gli indicò il luogo ove era stato gettato il suo corpo mortale, invitandola a seppellirlo vicino alla tomba di Pietro sulla via Appia. Tuttora il corpo di San Sebastiano, si trova sepolto presso la Basilica a lui dedicata, sulla via Appia

IL CULTO - La fama di San Sebastiano fu indubbiamente legata al luogo della sua tomba, sulla via Appia, nelle catacombe che oggi portano il suo nome, dove erano sepolti anche i Santi Apostoli Pietro e Paolo, oltre ad altri importanti martiri. I numerosi pellegrini, recandosi a venerare le tombe dei divini Apostoli, non disdegnavano di venerare anche gli altri martiri, accrescendo così la loro notorietà. Sulla tomba di San Sebastiano, si racconta inoltre di inspiegabili guarigioni da peste ed essendo questa assai diffusa nel medioevo in tutta Europa, accrebbe notevolmente la conoscenza del giovane santo, facendolo divenire in seguito il patrono contro la peste e le morti atroci.



La sua festa nella Chiesa Romana è ricordata il 20 gennaio, congiuntamente al martire San Fabiano, mentre nella Chiesa Orientale è festeggiato il 18 dicembre. La devozione a san Sebastiano è inspiegabilmente superiore ai suoi prodigi, che sono quasi tutti attribuiti in maniera popolare e non attestati da documenti ecclesiastici. Il suo culto è diffuso in tutta Europa con città che portano il suo nome e municipalità che lo hanno scelto come patrono, tra cui il comune di Roma. Nella provincia di Rimini, tre sono i comuni, su venti, che lo hanno scelto, da tempo immemorabile, come patrono del territorio comunale: Coriano, Gemmano e Montescudo e nella Diocesi di Rimini è il patrono del Vicariato di Coriano che comprende le parrocchie dei comuni di Coriano, Montecolombo, Montescudo e di Rimini Sud Forese. A lui sono inoltre dedicate chiese e basiliche in ogni parte d’Italia: Roma, Caserta, Mantova, Livorno, Acireale, Venezia, Torino, Palermo, alcune di pregevole valore artistico. Anche Coriano aveva la sua bella chiesa di San Sebastiano, distrutta dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale.

L’iconografia lo descrive legato con corde ai polsi ad un tronco di albero, con torso nudo, possente e bello di aspetto, trafitto da una serie di frecce e con gli occhi rivolti al cielo, in visione estasiatica. Dal secolo XVI la sua bellezza accrebbe sempre di più, raffigurandolo quasi un dio greco, i pittori e gli scultori di ogni epoca, lo raffiguravano ispirandosi alle bellezze di Adone ed Apollo. Gli artisti, lo raffiguravano saettato, non tenendo conto che, la vera causa della suo martirio fu la flagellazione.

San Sebastiano è patrono non solo di città, ma anche delle Polizie Municipali, degli arcieri, degli atleti, dei tappezzieri, dell’Azione Cattolica e difensore della fede, è inoltre invocato contro le malattie contagiose ed in situazioni disperate per giungere ad una buona morte.

A Coriano nel pomeriggio del 20 gennaio è festa civile e religiosa, con la celebrazione di una Santa Messa concelebrata da tutti i sacerdoti delle parrocchie del comune, si vuole ricordare la fresca figura del giovane martire patrono,  alla presenza del gonfalone comunale, del sindaco e delle più svariate autorità civili e militari, nonché con un’elevata partecipazione di corianesi e forestieri.

  (da Storie e Racconti Locali di Marzio Cavallucci - 1986)

ROMA - VIA APPIA BASILICA DI
SAN SEBASTIANO 
DOVE RIPOSANO LE SPOGLIE
DEL GIOVANE MARTIRE

 


PREGHIERE A SAN SEBASTIANO MARTIRE

Per quell'eroismo con cui sopportaste
il dolor delle freccie,
che tutto impiagarono il vostro corpo,
e mantenuto miracolosamente in vita,
indi staccato dal patibolo dalla pia vedova Irene,
rimproveraste della sua ingiustizia
e della sua empietà il barbaro Diocleziano,
impetrate ancora per noi tutti,
o glorioso Martire Sebastiano,
di sostenere sempre con la gioia le malattie,
le persecuzioni, e tutte quante le avversità
di questa misera vita,
onde partecipare un qualche giorno
alla vostra gloria del Cielo,
dopo di aver partecipato ai vostri patimenti
sopra la terra.
Amen.

===O===

O glorioso martire e protettore San Sebastiano,
per quell'ammirabile zelo che vi condusse 
ad affrontare tanti pericoli
per convertir gl'infedeli,
per quell'eroismo di Fede Cristiana con cui
sopportaste il dolor delle frecce
che tutto piagarono il vostro corpo,
impetrate a noi lo spirito delle vostre virtù
e la forza di sostenere
sempre con gioia e rassegnazione le malattie
e tutte le avversità di
questa misera vita,
onde partecipare un giorno alla eterna
Vostra gioia nel cielo.
Così sia.

 

 
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